Ted Allan, il giornalista canadese che era con Gerda Taro a Brunete, racconta nei suoi scritti memorialistici che a Madrid andavano a vedere il capolavoro di Charlot. A differenza di altri film citati nel romanzo come Kuhle Wampe, M di Fritz Lang, e L'Atalante di Jean Vigo, qui esiste quindi una fonte precisa che testimonia quanto lei fosse affezionata a Tempi Moderni.